Riprendiamo oggi le nostre interessanti chiacchierate con la dott.ssa Arianna Rossoni.
- Benritrovata Arianna!
Da donna a donna, oggi vorrei chiederti di parlarci un poco proprio di questo particolare e delicato periodo che riguarda prima o poi ognuna di noi: la menopausa.
Che cosa ci racconti in proposito? -
-Oh, volentieri!
In effetti la
menopausa è un periodo molto delicato nella vita della donna, in quanto
segna il passaggio dall’epoca fertile a quella non più fertile.
Il
cambiamento percepito è psicologico ancora prima che fisico: si passa da
un dinamismo attivo ad una contemplazione più quieta, che si fa fatica
ad accettare soprattutto in un’epoca come questa, nella quale la
vibrante frenesia quotidiana sembra non dare spazio alla tranquillità a
cui si avrebbe diritto dopo che si è passata la mezza età, richiesta dal
corpo e dalla mente.
Il
climaterio è il periodo nel quale il ciclo comincia a farsi irregolare
in virtù di una diminuita secrezione di estrogeni, e può durare anche
5-6 anni prima della menopausa conclamata. Dal punto di vista
psicologico tale periodo è accompagnato da una maggiore irritabilità e
affaticabilità, che si accompagnano a sonnolenza, stanchezza,
svogliatezza; l’umore è instabile: si alterna tristezza ad ansia,
felicità a perdita di sicurezza in sé. Tutti questi sintomi sono tanto
più marcati quanto peggio la donna vive il periodo di passaggio
dall’epoca fertile a quella non più fertile: ecco perché è importante
prepararsi anche mentalmente alla menopausa, assecondando i ritmi più
blandi e meno serrati che questa nuova età richiede.
Da
un punto di vista fisico i sintomi che accompagnano climaterio sono
inizialmente assimilabili alla sindrome premestruale: tensione mammaria e
addominale, meteorismo, stipsi e senso di pesantezza. Solo nel procinto
della menopausa avvertiremo anche le classiche vampate di calore e
noteremo maggiore secchezza delle mucose, sia a livello dermico (pelle
secca e disidratata) che a livello vaginale.
Questo
spettro di sintomi è chiamata ‘sindrome premenopausale’ ed è da
ricondursi ad una diminuita produzione di estrogeni e di progesterone,
che causeranno anche la classica irregolarità mestruale (il ciclo può
farsi molto più frequente o molto più diradato rispetto al passato, e i
flussi possono talvolta diventare vere e proprie emorragie). Purtroppo,
il calo degli estrogeni fa sì che venga a mancare la protezione verso
malattie cardiovascolari, patologie cui la donna prima della menopausa è
meno soggetta rispetto all’uomo proprio grazie agli estrogeni. La loro
diminuita secrezione fa sì che aumentino i fattori di rischio connessi a
ipertensione, ictus e infarto: i trigliceridi e il colesterolo
‘cattivo’ LDL. Sempre da ricondursi al cambiamento ormonale è anche il
rallentamento metabolico e la diversa distribuzione del grasso nella
terza età della donna, che sarà localizzato prevalentemente sulla pancia
e non più su glutei e fianchi come in passato.
- Un'alimentazione attenta e mirata può venirci in aiuto, dottoressa? -
- Certamente attraverso
una corretta alimentazione è possibile tenere sotto controllo i sintomi
fisici legati alla menopausa, facendo in modo di ripristinare la
completa protezione cardiovascolare e di evitare un indesiderato
accumulo lipidico. -
- Nel dettaglio quali sono le buone abitudini
da prendere? -
- Posso riassumerle semplicemente così:
Più omega-3 per il cuore
Gli
omega-3 sono grassi buoni protettivi nei confronti del sistema
cardiovascolare; si trovano nel pesce pescato, non in quello
d’allevamento: il pesce pescato si nutre infatti di plancton, di alghe e
di altri pesciolini, tutti alimenti ricchi di questi omega. Al
contrario, il pesce d’allevamento viene nutrito con sfarinati ricchi di
omega-6 che sono proinfiammatori: ecco perché consiglio sempre alle mie
pazienti di prediligere il pesce selvaggio, anche quello povero!
Pensiamo ad alici, acciughe, suri, pesce lama, sgombri: tutte specie
ittiche diffuse nel nostro Mediterraneo ed acquistabili a basso prezzo.
Gli
omega-3 sono contenuti in discrete quantità anche nelle noci e nei semi
di lino, questi ultimi da usare rigorosamente a crudo (mai in cottura!)
per evitare un irrancidimento precoce. Anche il prezioso olio ricavato
dal lino va usato solo a crudo, e va conservato in frigorifero e non a
temperatura ambiente; sceglietelo solo se biologico, e solo se venduto
da banco frigo.
L’olio extravergine: il condimento migliore
In
virtù del perfetto bilanciamento tra grassi monoinsaturi, polinsaturi e
saturi, l’olio extravergine è il grasso da condimento e da cucina che
dovrebbe essere prediletto nell’alimentazione di chiunque, a maggior
ragione di chi è a rischio di dislipidemia. Il prezioso olio italiano
contribuisce infatti ad un abbassamento dei trigliceridi accompagnandosi
ad un aumento del colesterolo ‘buono’ HDL, protettivo per il cuore.
Il calcio e la salute delle ossa
Fuorvianti
campagne pubblicitarie hanno traviato la corretta informazione riguardo
all’assunzione di calcio e la prevenzione dell’osteoporosi.
Indubbiamente la donna in menopausa ha un maggior fabbisogno di calcio
dovuto ad un’aumentata escrezione urinaria di questo minerale, ma ciò
non significa che debba assumere più latte e latticini per assicurarsene
la copertura alimentare! Il calcio presente nel latte e nei suoi
derivati è infatti biodisponibile solo al 35%: significa che di 100 che
ne assumiamo, ne possiamo assorbire solo 35; il tutto a fronte di un
cospicuo contributo lipidico: ne vale la pena? Soprattutto se pensiamo
che la maggior parte della popolazione italiana ha una bassa capacità di
digerire il lattosio dopo i 50 anni?
Fortunatamente
Madre Natura ci ha donato numerose altre fonti di calcio: in primo
luogo le Crucifere (cavoli, broccoli, cavoletti, senape, crescione,
rucola…), che vantano una biodisponibilità del 50-60%. Abbiamo poi
sesamo e mandorle che contengono rispettivamente 987 mg e 236 mg di
calcio ogni 100 g, contro gli 83 mg delle noci; non dimentichiamo poi i
fichi (freschi o secchi, purché conservati al naturale e non con oli
vegetali), i crostacei e i molluschi (gamberi, gamberoni, mazzancolle,
cozze…), le sardine e -in piccole percentuali- anche i legumi.
Da
evitare il più possibile la caffeina (tè e caffè), gli alcolici,
l’eccesso di sale e l’eccesso di zuccheri, tutte sostanze che promuovono
la perdita di calcio dalle ossa.
I fitoestrogeni per compensare le vampate
Un
aiuto naturale per evitare le fastidiose vampate di calore ci viene dai
fitoestrogeni, ossia sostanze capaci di mimare la diminuita azione
estrogenica nel corpo della donna in menopausa, alleviando i sintomi più
antipatici.